| Lecce
e "l'Architettura Barocca" |
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L’architettura barocca da Roma si diffuse in tutta
Italia. Molto originale fu il barocco che si diffuse
in Puglia e in particolare nella città di Lecce,
che detiene il primato dell’ architettura barocca
e per questo detta la “Firenze del Sud “ . Più che
d’architettura si deve parlare di decorazioni; infatti
il barocco non riguarda la struttura dell’edificio,
ma si sbizzarrisce nell’ornamentazione. Dopo la
distruzione della flotta turca a Lepanto nel 1571
ad opera della Santa Alleanza, furono allontanati
dai mari, che bagnano le coste salentine, i pericoli
di scorrerie piratesche e di nuove invasioni e perciò
ci fù, in seguito a questo avvenimento, un notevole
incremento economico e un fiorire crescente di nuove
costruzioni. |
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Il clero ebbe particolare importanza per lo sviluppo
dell’arte barocca. Gli ordini religiosi tra cui
i Gesuiti, i Celestini, i Teatini, furono gli artefici
insieme alla nobiltà del posto e alla maestranze
di questo nuovo periodo. Particolare importanza
fu assunta da Luigi Pappacoda, vescovo di Lecce
dal 30 maggio 1639 al 17 dicembre 1670. La ricerca
della grandiosità e del fasto porta ad una grande
ricchezza di decorazioni e così il barocco a Lecce
va scoperto ovunque: nelle innumerevoli chiese e
cappelle, nelle dimore gentilizie come nelle abitazioni
di edilizia minuta, nelle corti, sulle cornici delle
finestre, sulle mensole dei balconi, sulle nicchie
con statue in atteggiamenti teatrali, sulle volute,
sui mensoloni, sugli stemmi che si rincorrono in
tutto il centro storico. |
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Nell’iconografia e nei suoi caratteri espressivi,
gran parte della produzione leccese del Seicento
e un’esibizione e glorificazione dell’abbondanza
intesa nel senso agricolo e naturalistico che tramanda
il simbolo della cornucopia: la terra, grembo che
fa dono dei suoi frutti secondo il volere di Dio.
Sulle facciate: melegrane dischiuse, frutta e foglie
come agitate da folate di vento che altro non sono
che il soffio di Dio, ovvero la “forza intima” della
natura che fa germogliare, fiorire ed esplodere
nel sole i prodotti della terra. |
| "Santa
Croce" |
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E’ la più celebre espressione del barocco leccese
di forte impatto visivo per il suo elaborato apparato
decorativo e di grande effetto prospettico. Opera
di uno dei più geniali e raffinati architetti leccesi,
Gabriele Riccardi, la zona inferiore della facciata,
completata nel 1582, conserva elementi di stile
romanico che si integrano con soluzioni tipicamente
barocche. La zona intermedia è attribuita a Francesco
Antonio Zimbalo, zio di Giuseppe, autore nel 1606
dei tre portali. La parte superiore, completata
nel 1646, è opera di Cesare Penna e di Giuseppe
Zimbalo. Nella costruzione di Santa Croce si avvicendarono
tre generazioni di maestri nell’arco di circa un
secolo. All’interno della chiesa, fra i vari altari
, c'è l’altare di San Francesco da Paola,
bellissimo e ricco di decorazioni barocche, che
rappresentano, in dodici passaggi, la vita del santo. |
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| "San
Matteo " |
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Disegnata dall’architetto Salò Achille Larducci
nella facciata della chiesa è introdotto un nuovo
elemento barocco che è la linea curva di ispirazione
borrominiana. La chiesa fù costruita tra 1667 e
il 1700 ed ha un prospetto a due ordini: l’ordine
inferiore con la superficie convessa e l’ordine
superiore con la superficie concava che presenta
una splendida trifora. La facciata nella parte inferiore
non è stata completata (da notare le colonne ai
lati del portale) e anche nella parte superiore
le nicchie, che avrebbero dovuto accogliere della
statue, sono vuote. Sull’ altare maggiore c’è una
nicchia con dentro una statua in legno raffigurante
San Matteo e altre dodici statue degli Apostoli
scolpite da Placido Buffelli nel 1629. Fra le altre
chiese: Chiesa del Rosario, Chiesa di Santa Irene
e la Cattedrale. A Lecce oltre alle chiese barocche
si possono ammirare lo splendido "Conservatorio
di Santa Anna", il "Castello di Carlo V", "Porta
Napoli" e "Porta Rudiae", "Piazza Duomo" con il
Campanile e la Cattedrale ed infine ,ma non ultimo
"l’ Anfiteatro Romano" la più importante testimonianza
romana in tutto il Salento, |
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