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ITINERARIO
"Grotta dei Cervi o grotta Santuario" |
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Lunghezza: 14 km;
· Mezzi consigliati:
a piedi;
· Tempo di percorrenza:
6 ore;
· Difficoltà:
scarsa.
· Clicca sulla
Mappa per visualizzare il percorso
E’
sicuramente il percorso che nella preistoria
gli abitanti dei villaggi dell’entroterra
facevano per arrivare alla grotta –
Santuario posta sul mare.
Oggi tale grotta è detta “
grotta dei cervi ” per le numerose
scene di caccia al cervo rappresentate
sulle sue pareti. "Dove due rocce spumeggiano
d'acqua salata, mentre il porto rimane
nascosto" (Virgilio-EneideIII, 552). |
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1. Enea e il suo approdo in
Italia
Secondo un'interpretazione,
fu Badisco il primo approdo
di Enea, descritto nell'Eneide
di Virgilio: l'eroe vi avrebbe
fatto scalo nel suo viaggio
in Italia dopo la fuga da
Troia ma, (secondo studi recenti
tale approdo potrebbe in realtà
situarsi nei pressi di Roca
Vecchia, nel comune di Melendugno
o a Castro Marina).
2. La Grotta dei Cervi o grotta
Santuario
A Porto Badisco si trova inoltre
la Grotta dei Cervi, che contiene
importanti graffiti Neolitici
ed è caratterizzata da numerosi
anfratti e calette di rara
bellezza. In Direzione Santa
Cesarea-Castro-Leuca, inoltre,
si trova la cosiddetta "Grotta
delle Striare", cioè grotta
delle streghe, caratteristica
per l'entrata attraversata
in diagonale da una lingua
di roccia. |
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| 3.
Il Parco Regionale
Dall'ottobre 2006 parte del
territorio di Otranto rientra
nel Parco della costa di Otranto-Santa
Maria di Leuca e del bosco
di Tricase, istituito dalla
Regione Puglia allo scopo
di salvaguardare la costa
orientale del Salento, ricca
di pregiati beni architettonici
e di importanti specie animali
e vegetali.
Il percorso si snoda tra dolmen,
menhir, vecchie masserie,
antiche linee di costa e profondi
canaloni. Il territorio che
si attraversa, già
in inverno è una tavolozza
di colori dove si possono
ammirare stupende varietà
di orchidee selvatiche.
Altri
Itinerari |
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| 2°
ITINERARIO
"Grotta dei Cervi o grotta Santuario" |
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"I
Menhir" |
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I menhir (dal bretone men e hir "pietra lunga")
sono dei megaliti (dal greco "grande pietra")
monolitici (da non confondere con i dolmen,
polilitici e solitamente assemblati a portale),
eretti solitamente in età della pietra (neolitico,
era preistorica), che potevano raggiungere anche
più di venti metri di altezza, come ad esempio
il Grand Menhir rotto di Locmariaquer (nel Morbihan
in Bretagna). Menhir, insieme ai Dolmen ed alle
Specchie (nati come fari neolitici utilizzate
durante le battute di caccia e che si sono evolute
in veri e propri sistemi di comunicazione),
si trovano anche in Puglia, ed in particolare
nel Salento. In provincia di Lecce, sono disseminati
da per tutto. |
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Ogni
centro possiede almeno un menhir. Nel comune
di Giurdignano, nei pressi di Otranto, se ne
contano addirittura più di 15 esemplari. A Martano,
in provincia di lecce, si ha la presenza del
più alto menhir d'Italia, il "Menhir de Santu
Totaru", che supera i 5 metri d'altezza. I menhir
del Salento furono, nel medioevo, cristianizzati
incidendo sulla pietra delle croci. Ancora oggi
in alcuni paesi vi è l'usanza, la Domenica delle
Palme, di fare delle processioni che terminano
nelle vicinanze dei menhir dove vengono benedetti
i ramoscelli di olivo. |
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"Minervino
di Lecce" |
Minervino
di Lecce è un comune di 3.874 abitanti
della provincia di Lecce, nel Salento.
Il totale degli abitanti comprende i residenti
di Minervino di Lecce (2.353) e i residenti
delle frazioni di Cocumola (1.017) e di Specchia
Gallone (504). L'abitato di Minervino di Lecce
sorge nella parte orientale della penisola salentina
non molto distante da Otranto. Dista circa 40
Km da Lecce.
Confina a nord con i comuni di Giurdignano e
Giuggianello, a est con il comune di Uggiano
la Chiesa, a sud con il comune di Santa Cesarea
Terme e ad ovest con il comune di Poggiardo.
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Di
particolre interesse è il dolmen "Li
Scusi" situato nelle campagne del paese
in direzione di Uggiano la Chiesa. Non molto
lontano dal dolmen, in aperta campagna, sorge
il menhir "Monticelli". Il monumento
è stato rinvenuto nel 1951 da Giuseppe
Palumbo ed originariamente doveva essere più
alto rispetto a quello attuale che misura 2,20
metri con due facce irregolari di cm. 70 x 30. |
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