Parco Naturale degli Alimini: i video di "TeleramaNews"
 
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Torre dell'Orso: "Le due sorelle"

Un tempo vivevano due sorelle dalle fattezze meravigliose. Un giorno, lasciata la campagna, si recarono al mare per cercare un po' di frescura e refrigerio dalla calura estiva. Le sorelle si recarono sulla scogliera della baia di Torre dell'Orso dove soffiava un venticello odoroso di mare e di pini silvestri, così intenso e ammaliante che la sorella più giovane si sentì sempre più attratta dal mare... Giunse il momento che il mare si rivelò in tutto il suo splendore, e la ragazza avvinta dalle tinte smaglianti e dall'invitante frescura che sembrava emanare, senza esitare, si lanciò nel vuoto in un atto disperato d'amore. Le grida della ragazza che invano si dibatteva tra la spuma, destarono la sorella che a sua volta si buttò nel vuoto nel vano tentativo di strapparla alla morte... In pochi istanti il mare si trovò a cullare due corpi inermi e senza vita... Le grida delle due sorelle furono udite da un pescatore che si recò sul luogo e scrutò il mare ma nulla vide se non, meravigliato per la prima volta, due faraglioni posti l'uno a fianco dell'altro, del tutto identici, che sembravano abbracciarsi. Sul ritorno, sconcertato e turbato in cuor suo, il pescatore, per non aver mai notato prima quelle due bellezze naturali, decise di chiamare quel luogo: "Le due Sorelle".

 
Le due Sorelle a Torre dell'Orso - Clicca per ingrandire -
 
Le due Sorelle sono morfotipi legati all'azione erosiva del mare (abrasione marina). Alla base, lungo tutto il perimetro dei corpi, è visibilissimo il "solco di abrasione" al cui continuo approfondimento è associata l'inesorabile distruzione, per crollo, di queste due splendide costruzioni naturali.
 
 
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Grotta della Poesia

Recenti studi, suffragati dalle iscrizioni ritrovate sia nella grotta Poesia, sia nella vicina grotta di san Cristoforo, hanno accertato che in passato esisteva un intenso traffico tra la baia di Valle dell'Orso, in Albania, e la baia di Torre dell'Orso, subito a sud di Roca: è questo il percorso più breve (circa 80 km) che i naviganti possono compiere per passare da una sponda all'altra.

 
Grotta della Poesia - Clicca per ingrandire -
 
Nel 44 a.C. Ottaviano Augusto, che si trovava ad Apollonia per studiare lettere greche, avuto notizia dell'uccisione di Cesare e temendo disordini nel porto di Brindisi, seguì probabilmente questa rotta per giungere nella più sicura città di Lupiae e da qui recarsi a Roma.
Dimostrata l'esistenza di questa rotta, appare dunque naturale che Virgilio avesse in mente questi luoghi (e non Porto Badisco o Santa Maria di Leuca, come ritenuto dai successivi commentatori) quando descrisse l'approdo nel Salento di Enea, partito dai monti Acrocerauni in Albania, onde a le spiagge si fa d'Italia il più breve tragitto.
 
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6° Itinerario: "Dai Laghi Alimini fino alla grotta della Poesia"
Partendo da Vignacastrisi, in direzione Castro Marina, bisogna prendere la litoranea per Otranto; proseguendo per circa 5-6 Km oltre Otranto in direzione nord, si arriva in località "Laghi Alimini", un territorio che è caratterizzato dalla presenza di dune, lunghe spiagge sabbiose a ridosso del mare e da due laghi paralleli alla costa: Alimini Grande e Fontanelle o Alimini Piccolo che costituiscono uno degli ambienti umidi più importanti del Salento insieme alle Cesine che incontreremo più avanti. Secondo alcuni geologi la nascita di questi due laghi avvenne nel Mesozoico.
Percorso
Nel corso dei secoli il loro aspetto è cambiato e grazie ai numerosi ritrovamenti effettuati in questa zona si evince che fu abitata dall’uomo primitivo. Comunque notizie certe della presenza dei due laghi si hanno nel 1219, quando una parte di questi laghi fu assegnata, con un atto firmato, da Federico II alla Mensa Arcivescovile di Otranto. Nell’Ottocento si iniziarono le opere di bonifica, perché le campagne intorno ai laghi erano state abbandonate per la paura di contrarre la malaria, soprattutto nel periodo estivo. Il rischio di contagio era alto e si iniziò l’opera di risanamento in modo tale che ai contadini fosse permesso di utilizzare i terreni e dai quali dipendeva anche la prosperità di tutte le cittadine circostanti. I due laghi comunicano fra loro attraverso uno stretto canale chiamato “Lu strittu” e mentre Alimini Grande si è formato in seguito alla continua azione abrasiva del maree le sue acque sono salmastre, Fontanelle o Alimini Piccolo deve la sua origine al fenomeno carsico, perciò le sue acque sono dolci ed alimentate sia da acque piovane sia da acque sorgive. Attraverso una foce, regolata da chiuse, Alimini Grande comunica con il mare.
Laghi Alimini
Dopo la bonifica i laghi divennero luoghi suggestivi dal fascino irresistibile ed habitat naturalistico importantissimo accogliendo diverse specie di fauna e flora tipiche del Salento. In questa zona umida svernano numerosi uccelli migratori: il falco, l’airone, la garzetta, il lodolaio, il succiacapre, il mestolone, la folaga ecc…, mentre vivono tutto l’anno volpi, lepri, conigli selvatici e tassi, anfibi e rettili. La vegetazione intorno ai laghi è la tipica macchia mediterranea, ricchissima di particolari specie, alcune delle quali a rischio estinzione, quali le orchidee che con la loro fioritura catturano lo sguardo di coloro che effettuano un’escursione in un’ambiente unico e magico.
Parallela ai laghi c’è la costa attraversata da ricche pinete e arbusti della macchia mediterranea e la spiaggia si raggiunge percorrendo, a piedi o in navetta, sentieri immersi nel verde fra i profumi tipici del ginepro, dello zafferanetto e del timo.
Sant'Andrea - foto tratta da spiaggesalento.com -
Proseguendo sempre in macchina il nostro percorso arriviamo a Sant’ Andrea. Questa località è caratterizzata da una costa rocciosa interrotta da piccole spiagge, dove l’acqua è cristallina e i fondali ricchi di svariate specie di pesci e piante acquatiche meta di chi ama praticare immersioni subacquee e di chi vuole trascorrere ore serene.
A questo punto è bene proseguire dirigendosi a Torre dell’ Orso. Il nome di questa località, come succede spesso nel Salento costellato da innumerevoli torri di avvistamento e di difesa del territorio, deriva dalla presenza di una di queste torri costruita nel XVI secolo. Orso sicuramente deriva da Urso, cognome di un passato probabile proprietario dell’agro. La baia di Torre dell’Orso ha una spiaggia molto grande color argento e il mare limpidissimo. La parte rocciosa è ricca di grotte al cui interno sono stati scoperti antichissimi graffiti in latino e in greco. Particolarmente importante è la grotta di San Cristoforo. Questa grotta fu un luogo di culto e in seguito a scavi sono stati ritrovati frammenti di ceramica risalenti al VI – V secolo a.C. e la grotta fu frequentata anche in età greca, romana e medievale.
Spiaggia Torre dell'Orso - foto tratta da letresorelle.it -
Fare il bagno a Torre dell’Orso è incantevole ed affascinante cosi come recarsi a visitare Roca Vecchia e la grotta della Poesia, luoghi interessanti anche dal punto di vista archeologico.
Roca Vecchia è importante sia per gli scavi archeologici che continuano ad effettuarsi sia come centro turistico. Si possono ammirare la torre di avvistamento del XVI secolo, le rovine del castello, il santuario della Madonna di Roca di rilevante bellezza e la grotta della Poesia. Non si conoscono notizie sui popoli che abitarono questo luogo che fu più volte incendiato e più volte ricostruito in base alla tracce d’ incendio trovate sulle mura, infatti gli scavi hanno portato alla luce mura risalenti all’età del bronzo. Il centro fu abitato anche nell’ età del ferro, nell’ età messapica, mentre non ci sono tracce dell’età romana.
Spiaggetta Località Roca Vecchia
Fu frequentato nell’alto medioevo, fortificato nel XIV secolo, ma nel 1480 saccheggiato dai Turchi e in seguito rifugio dei corsari tanto che sul finire del 1500 il governatore della provincia di Terra d’Otranto diede l’ordine di distruggere questo sito. La grotta della Poesia di origine carsica, racchiude importanti testimonianze archeologiche, infatti al suo interno sono state trovate numerose iscrizioni messapiche che la identificano ad un luogo di culto.
Questo itinerario è da percorrere in macchina e sicuramente da ripetere per poter godere appieno di ogni angolo nascosto.
 

 

 

 

 

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