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ITINERARIO
"Dai Laghi Alimini fino alla grotta della
Poesia" |
Partendo
da Vignacastrisi, in direzione Castro
Marina, bisogna prendere la litoranea
per Otranto; proseguendo per circa 5-6
Km oltre Otranto in direzione nord,
si arriva in località "Laghi
Alimini", un territorio che è
caratterizzato dalla presenza di dune,
lunghe spiagge sabbiose a ridosso del
mare e da due laghi paralleli alla costa:
Alimini Grande e Fontanelle o Alimini
Piccolo che costituiscono uno degli
ambienti umidi più importanti
del Salento insieme alle Cesine che
incontreremo più avanti. Secondo
alcuni geologi la nascita di questi
due laghi avvenne nel Mesozoico. |
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Nel
corso dei secoli il loro aspetto è
cambiato e grazie ai numerosi ritrovamenti
effettuati in questa zona si evince
che fu abitata dall’uomo primitivo.
Comunque notizie certe della presenza
dei due laghi si hanno nel 1219, quando
una parte di questi laghi fu assegnata,
con un atto firmato, da Federico II
alla Mensa Arcivescovile di Otranto.
Nell’Ottocento si iniziarono le
opere di bonifica, perché le
campagne intorno ai laghi erano state
abbandonate per la paura di contrarre
la malaria, soprattutto nel periodo
estivo. Il rischio di contagio era alto
e si iniziò l’opera di
risanamento in modo tale che ai contadini
fosse permesso di utilizzare i terreni
e dai quali dipendeva anche la prosperità
di tutte le cittadine circostanti. I
due laghi comunicano fra loro attraverso
uno stretto canale chiamato “Lu
strittu” e mentre Alimini Grande
si è formato in seguito alla
continua azione abrasiva del maree le
sue acque sono salmastre, Fontanelle
o Alimini Piccolo deve la sua origine
al fenomeno carsico, perciò le
sue acque sono dolci ed alimentate sia
da acque piovane sia da acque sorgive.
Attraverso una foce, regolata da chiuse,
Alimini Grande comunica con il mare.
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Dopo
la bonifica i laghi divennero luoghi
suggestivi dal fascino irresistibile
ed habitat naturalistico importantissimo
accogliendo diverse specie di fauna
e flora tipiche del Salento. In questa
zona umida svernano numerosi uccelli
migratori: il falco, l’airone,
la garzetta, il lodolaio, il succiacapre,
il mestolone, la folaga ecc…,
mentre vivono tutto l’anno volpi,
lepri, conigli selvatici e tassi, anfibi
e rettili. La vegetazione intorno ai
laghi è la tipica macchia mediterranea,
ricchissima di particolari specie, alcune
delle quali a rischio estinzione, quali
le orchidee che con la loro fioritura
catturano lo sguardo di coloro che effettuano
un’escursione in un’ambiente
unico e magico.
Parallela ai laghi c’è
la costa attraversata da ricche pinete
e arbusti della macchia mediterranea
e la spiaggia si raggiunge percorrendo,
a piedi o in navetta, sentieri immersi
nel verde fra i profumi tipici del ginepro,
dello zafferanetto e del timo. |
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Proseguendo
sempre in macchina il nostro percorso
arriviamo a Sant’ Andrea. Questa
località è caratterizzata
da una costa rocciosa interrotta da
piccole spiagge, dove l’acqua
è cristallina e i fondali ricchi
di svariate specie di pesci e piante
acquatiche meta di chi ama praticare
immersioni subacquee e di chi vuole
trascorrere ore serene.
A questo punto è bene proseguire
dirigendosi a Torre dell’ Orso.
Il nome di questa località, come
succede spesso nel Salento costellato
da innumerevoli torri di avvistamento
e di difesa del territorio, deriva dalla
presenza di una di queste torri costruita
nel XVI secolo. Orso sicuramente deriva
da Urso, cognome di un passato probabile
proprietario dell’agro. La baia
di Torre dell’Orso ha una spiaggia
molto grande color argento e il mare
limpidissimo. La parte rocciosa è
ricca di grotte al cui interno sono
stati scoperti antichissimi graffiti
in latino e in greco. Particolarmente
importante è la grotta di San
Cristoforo. Questa grotta fu un luogo
di culto e in seguito a scavi sono stati
ritrovati frammenti di ceramica risalenti
al VI – V secolo a.C. e la grotta
fu frequentata anche in età greca,
romana e medievale. |
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Fare
il bagno a Torre dell’Orso è
incantevole ed affascinante cosi come
recarsi a visitare Roca Vecchia e la
grotta della Poesia, luoghi interessanti
anche dal punto di vista archeologico.
Roca Vecchia è importante sia
per gli scavi archeologici che continuano
ad effettuarsi sia come centro turistico.
Si possono ammirare la torre di avvistamento
del XVI secolo, le rovine del castello,
il santuario della Madonna di Roca di
rilevante bellezza e la grotta della
Poesia. Non si conoscono notizie sui
popoli che abitarono questo luogo che
fu più volte incendiato e più
volte ricostruito in base alla tracce
d’ incendio trovate sulle mura,
infatti gli scavi hanno portato alla
luce mura risalenti all’età
del bronzo. Il centro fu abitato anche
nell’ età del ferro, nell’
età messapica, mentre non ci
sono tracce dell’età romana. |
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Fu
frequentato nell’alto medioevo,
fortificato nel XIV secolo, ma nel 1480
saccheggiato dai Turchi e in seguito
rifugio dei corsari tanto che sul finire
del 1500 il governatore della provincia
di Terra d’Otranto diede l’ordine
di distruggere questo sito. La grotta
della Poesia di origine carsica, racchiude
importanti testimonianze archeologiche,
infatti al suo interno sono state trovate
numerose iscrizioni messapiche che la
identificano ad un luogo di culto.
Questo itinerario è da percorrere
in macchina e sicuramente da ripetere
per poter godere appieno di ogni angolo
nascosto. |
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ITINERARIO
"Dai Laghi Alimini fino alla grotta della
Poesia" |
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"Torre
dell'Orso" |
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Un tempo vivevano due sorelle dalle fattezze
meravigliose. Un giorno, lasciata la campagna,
si recarono al mare per cercare un po' di frescura
e refrigerio dalla calura estiva. Le sorelle
si recarono sulla scogliera della baia di Torre
dell'Orso dove soffiava un venticello odoroso
di mare e di pini silvestri, così intenso e
ammaliante che la sorella più giovane si sentì
sempre più attratta dal mare... Giunse il momento
che il mare si rivelò in tutto il suo splendore,
e la ragazza avvinta dalle tinte smaglianti
e dall'invitante frescura che sembrava emanare,
senza esitare, si lanciò nel vuoto in un atto
disperato d'amore. Le grida della ragazza che
invano si dibatteva tra la spuma, destarono
la sorella che a sua volta si buttò nel vuoto
nel vano tentativo di strapparla alla morte...
In pochi istanti il mare si trovò a cullare
due corpi inermi e senza vita... Le grida delle
due sorelle furono udite da un pescatore che
si recò sul luogo e scrutò il mare ma nulla
vide se non, meravigliato per la prima volta,
due faraglioni posti l'uno a fianco dell'altro,
del tutto identici, che sembravano abbracciarsi.
Sul ritorno, sconcertato e turbato in cuor suo,
il pescatore, per non aver mai notato prima
quelle due bellezze naturali, decise di chiamare
quel luogo: "Le due Sorelle". |
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Le due Sorelle sono morfotipi legati all'azione
erosiva del mare (abrasione marina). Alla base,
lungo tutto il perimetro dei corpi, è visibilissimo
il "solco di abrasione" al cui continuo approfondimento
è associata l'inesorabile distruzione, per crollo,
di queste due splendide costruzioni naturali. |
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"Grotta
della Poesia" |
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Recenti studi, suffragati dalle iscrizioni ritrovate
sia nella grotta Poesia, sia nella vicina grotta
di san Cristoforo, hanno accertato che in passato
esisteva un intenso traffico tra la baia di
Valle dell'Orso, in Albania, e la baia di Torre
dell'Orso, subito a sud di Roca: è questo
il percorso più breve (circa 80 km) che
i naviganti possono compiere per passare da
una sponda all'altra. |
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Nel
44 a.C. Ottaviano Augusto, che si trovava ad
Apollonia per studiare lettere greche, avuto
notizia dell'uccisione di Cesare e temendo disordini
nel porto di Brindisi, seguì probabilmente
questa rotta per giungere nella più sicura
città di Lupiae e da qui recarsi a Roma.
Dimostrata l'esistenza di questa rotta, appare
dunque naturale che Virgilio avesse in mente
questi luoghi (e non Porto Badisco o Santa Maria
di Leuca, come ritenuto dai successivi commentatori)
quando descrisse l'approdo nel Salento di Enea,
partito dai monti Acrocerauni in Albania,
onde a le spiagge si fa d'Italia il più
breve tragitto. |
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