Il Castello Aragonese di Otranto: i video di "TeleramaNews"
 
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Bastioni Otranto
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Altare Chiesa Castello Aragonese
Torri Castello Aragonese - Clicca per ingrandire -
Torri Castello Aragonese
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Portale Cattedrale
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Particolare Castello Aragonese
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Palle Granito usate dai Turchi in fase di assedio
 
 
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Stemma Carlo V
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Diocesi e Museo
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Mosaico Pantaleone Cattedrale
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Edicola San Pietro
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Vicolo Centro Storico
Puntone Castello - Clicca per ingrandire -
Puntone Castello Aragonese
 
 
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4° Itinerario: "Otranto: vicoli e viuzze in un'atmosfera d'altri tempi"
La città di Otranto è anche chiamata "Porta d'Oriente" perché situata a sud dell'Adriatico, nel punto più orientale d'Italia e si affaccia sullo stretto che prende il nome di Canale d'Otranto. Il nome deriva da Hydruntum che viene da Hydro nome del fiume che sfocia nei pressi della cittadina. Fu un fiorente centro messapico ed ebbe intensi e proficui rapporti con la Grecia fino a quando nel 281 fu sottomessa a Roma diventando Municipio Romano. In questo periodo fu coniata la propria moneta e dal suo porto partivano le milizie romane alla volta dell’ Oriente.
Percorso
Con la fine dell’ Impero Romano Otranto rimase fedele a Costantinopoli e divenne così importante tanto che Japigia, Messapia, Salento e Calabria presero la denominazione comune di Terra d’ Otranto. Respinse gli attacchi dei Goti, degli Alemanni e dei Longobardi e la prima invasione dei Turchi risale all’ 845. In questa occasione Otranto fu liberata da Ludovico II, mentre nelle successive invasioni riuscì a resistere battendo i Turchi. Nel 1040 Otranto divenne possesso dei Normanni e nel 1061 ritornarono i Bizantini. Nel 1068 venne occupata da Roberto il Guiscardo, che tolse ai Bizantini tutta la Puglia meridionale. Grazie all’attività del porto, Otranto visse un periodo tranquillo e prospero e favorevoli furono i traffici commerciali e il transito dei Crociati verso la Terrasanta. Nel 1384 fu conquistata dagli Angioini, poi dagli Aragonesi, e nel 1480 fu assediata e poi occupata dai turchi di Maometto II guidati da Achmet Bascià.
Panoramica città nuova
Questi conquistò la città e raccolse 800 uomini ai quali fu imposto di scegliere fra la religione mussulmana o la morte. Gli uomini otrantini scelsero la morte e su un ceppo, ad oggi conservato nella Cattedrale, furono decapitati ed oggi ricordati come gli 800 Martiri di Otranto. Ferdinando d’ Aragona arriva in aiuto degli otrantini nel 1481 liberandoli dal dominio turco. Nel 1484 passò ai veneziani, e dopo undici anni, nel 1495, fu occupata dai francesi. La costante minaccia dei Turchi impedì ad Otranto di ritornare all’antico splendore, una parte della popolazione si spostò in luoghi più sicuri e il territorio circostante non più coltivato lentamente si trasformò in palude con l’arrivo della malaria. Nel 1744 Carlo III di Borbone fortificò Otranto e in seguito Napoleone assegnò il Feudo di Otranto al Ministro Fouché. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, Otranto ha seguito lo sviluppo della regione pugliese. Otranto per la sua posizione geografica di notevole importanza nei secoli ha subito numerosissime invasioni, ma nonostante ciò conserva un centro storico affascinante e suggestivo, ricco di viuzze strette, chiuso dalla cinta delle sue fortificazioni ricche di torri di avvistamento e con la presenza del suo Castello proteso verso il mare. La città moderna si è sviluppata invece soprattutto lungo la strada costiera e verso l’entroterra.
Castello Aragonese
Il Castello Aragonese fu realizzato a difesa della città nel 1491 da Ferdinando II d'Aragona dopo l’ invasione dei Turchi e la coraggiosa difesa da parte degli otrantini. In realtà già esisteva un castello e i lavori di adeguamento e consolidamento furono ampliati. Nacque così il castello che oggi possiamo ammirare. I lavori proseguirono sotto il governo vicereale testimoniato dagli stemmi di Carlo V, di Don Pedro Giron e di Don Pedro Toledo. Il progetto fu migliorato nel 1500 con la costruzione del puntone rivolto al mare. E’ suddiviso in due parti: il Castello Rosso dal caratteristico colore dei mattoni e il Forte utilizzato ad alloggi delle guarnigioni. E’ protetto da un fossato, da tre torrioni cilindrici angolari e un affilato bastione a lancia, aggiunto con i baluardi esterni nel 1578, che si affaccia sul lato del mare. Si sa che ogni torre aveva un nome . Le torri del Castello erano della Croce, di Sant’ Antonio, di San Giovanni, dell’ Annunziata e la più alta quella aragonese la Mastra; sui bastioni troviamo la Torrematta e nel fossato c’è l’ Ippolita e la Duchessa.
All’interno del Castello troviamo un capolavoro di maestria e di tecnica costruttiva un’ incantevole stanza triangolare con la volta avente la forma della chiglia di una nave. Le sue stanze attualmente ospitano mostre di arte, cultura e storia.

Rosone Facciata Cattedrale Otranto
La Cattedrale dell’ Annunziata fu consacrata nel 1088. L’edificio è fra i monumenti più importanti della Puglia ed è in stile romanico - gotico pugliese anche se nel tempo vi sono stati apportati numerosi interventi che hanno introdotto altri stili. Il rosone al centro sul portale è rinascimentale e il portale è in stile barocco e su di esso lo stemma dell’ arcivescovo Gabriele Adarzo di Santander. All’ interno della Cattedrale troviamo tre navate e quella centrale ha quattordici colonne, mentre sollevando lo sguardo si resta incantati guardando il soffitto a cassettoni in legno e oro risalente alla fine del 1600. L’ altare settecentesco, il fonte battesimale in stile barocco, l’ organo settecentesco in legno, ma il vero tesoro presente nella Cattedrale è il pavimento musivo commissionato dal normanno Guglielmo il Malo e realizzato da Pantaleone. Si tratta di un mosaico pavimentale raffigurante L’ Albero della Vita che è sorretto da due elefanti e termina con Adamo ed Eva. Il ritrovamento di un mosaico sottostante l’attuale è testimonianza della presenza di una chiesa più antica dove ora è sita la Cattedrale. Una scalinata nella navata destra conduce ad una Cripta sottostante. Qui si possono vedere innumerevoli colonne in fuga verso tutte le direzioni; infatti si dice che esiste solo un punto nella Cripta dal quale è possibile contare in modo esatto le colonne. Sono diverse le une dalle altre, alcune sono il frutto di materiale di risulta, altre invece di pregevole fattura. Sulla destra dell’altare possiamo ammirare lo splendido affresco di stile greco - orientale raffigurante la Madonna Odigitria. La Cattedrale di Otranto è anche tristemente conosciuta come luogo di riposo dei Martiri Idruntini. In seguito all’invasione dei Turchi nel 1480 Otranto fu distrutta e 800 uomini rifiutatisi di rinunciare alla fede cattolica furono portati sul Colle della Minerva e decapitati. Riconosciuti martiri dalla Chiesa le loro ossa sono conservate in sette armadi nella Cappella dei Martiri. Una parte dei resti degli 800 martiri è anche conservata a Napoli nel Duomo.
"Cattedrale Otranto: Ossario ottocento Martiri"
L’ Edicola bizantina di San Pietro è l’espressione più alta dell’ arte bizantina nel Salento. La Chiesa risale ai secoli V-VII e poi ricostruita verso il XII secolo e si trova nel cuore del centro storico di Otranto. La leggenda narra del passaggio di Pietro ad Otranto per poi proseguire per Roma. In seguito a questo evento si costruì questa suggestiva opera d’ arte frutto dei monaci italo - greci. Ammirando la chiesa si prova un senso d’ incanto. All’ interno affreschi che emanano luce accolgono il visitatore. Il rosso, il giallo, l’azzurro sono i colori preferiti dagli artisti bizantini, che raffigurano scene bibliche. Troviamo la raffigurazione dell’ Ultima Cena, la Lavanda dei Piedi e il Battesimo di Cristo.
Edicola di San Pietro
La Portaterra e la Torre Alfonsina sono due elementi importanti della cittadina. La Portaterra e la Porta a mare sono le due porte di accesso alla città. Portaterra è una costruzione napoleonica che immette in una piazzetta triangolare anche se l’antico ed originale ingresso era alla sua destra in corrispondenza di scavi archeologici che hanno portato alla luce un’ antica strada romana e alcune tombe. Entrando da Portaterra vediamo davanti a noi una grande torre costituita dall’ unione di due torri a rondella di tipo aragonese: Torre Alfonsina. Il suo nome deriva da Alfonso d’ Aragona che nel 1480-81 guidò l’esercito per la liberazione di Otranto dai Turchi. La Torre Alfonsina possiede feritoie, archibugiere, bombardiere e caditoie interne dalle quali veniva versato sui nemici olio e pece bollenti.
Portaterra: porta di accesso alla città
Il Museo Diocesiano si trova presso il Palazzo Lopez. Al suo interno troviamo numerose opere pittoriche con tele pregiate della scuola di Corrado Giaquinto come ad esempio la tela intitolata il Transito di San Giuseppe. Vi sono importanti opere scultoree in pietra locale che vanno dal XVI alla metà del XIX secolo. Il Fonte Battesimale del Riccardi ne è un esempio a forma ottagonale, con otto formelle decorate anch’esse di forma ottagonale. Troviamo anche i resti dei mosaici di epoca romana del III-IV secolo ritrovati, mentre si restaurava la Cattedrale, sotto l’attuale mosaico di Pantaleone e che testimoniano la presenza di una cattedrale antecedente a quella dell’ Annunziata.
Viuzze e stradine rendono affascinante e piena di mistero la piccola cittadina di Otranto. Una volta visitati i grandi edifici è bene soffermarsi e fare una passeggiata lungo le stradine con i negozi di prodotti tipici, di oggetti scolpiti nella pietra leccese, di collanine fatte di conchiglie dove si può trovare facilmente il pensiero da portare a casa. E proseguendo la passeggiata verso il castello in direzione Episcopio ci si immerge in un ‘ atmosfera d’ altri tempi con viuzze strettissime, scalinate e abitazioni con davanti antiche palle di pietra, lasciate ora a decoro, ma lanciate in passato dalle catapulte turche.
E’ consigliabile visitare la città di Otranto nel primo pomeriggio in modo da goderne in pieno le bellezze architettoniche e rimanervi per la sera, perché Otranto illuminata è piena di fascino e incanto.
 

 

 

 

 

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