Parco Costiero Otranto - Leuca - Tricase: i video di "TeleramaNews"
 
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Torre del Serpe
Torre del Serpe (o Torre dell'Idro) è una torre di avvistamento sulla costa salentina nei pressi di Otranto.
Si ritiene che la sua costruzione risalga al periodo romano e che la torre avesse la funzione di faro.

 
Torre del Serpe - Clicca per ingrandire -
 
Il nome è legato ad un'antica leggenda che racconta di un serpente che ogni notte saliva dalla scogliera per bere l'olio che teneva accesa la lanterna del faro. Un'altra leggenda narra che pochi anni prima della presa di Otranto nel 1480 i saraceni si erano diretti verso la città salentina per saccheggiarla, ma anche in quell'occasione il serpente, avendo bevuto l'olio, aveva spento il faro. I pirati senza punti di riferimento passarono oltre e attaccarono la vicina Brindisi. La torre, di forma cilindrica ed oggi parzialmente diroccata, è uno dei simboli di Otranto e compare sullo stemma della città.
 
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Punta Palascia
La Punta Palascìa, comunemente Capo d'Otranto, è il punto più ad Oriente d'Italia. Si trova nel territorio comunale di Otranto, città pugliese del Salento in provincia di Lecce, a 40° 7' di latitudine nord e 18° 31' di longitudine est.
 
Punta Palascia - Clicca per ingrandire -
 
Il faro ivi collocato, recentemente ristrutturato, è uno dei cinque fari del Mar Mediterraneo tutelati dalla Commissione Europea. Costituisce spesso meta di turisti e curiosi, anche a causa della tradizione di attendere l'alba del capodanno ai piedi del faro, trattandosi della prima alba del nuovo anno in Italia.
 
Faro Punta Palascia - Clicca per ingrandire -
 
Secondo le convenzioni nautiche questo luogo è il punto di separazione tra il Mar Ionio ed il Mar Adriatico. Punta Palascìa appartiene al Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase (istituito dalla Regione Puglia nel 2006), e sarà presto incluso nel costituendo Parco Marino.
 
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3° Itinerario: "Da Castro, per Torre Sant' Emiliano fino a Torre del Serpe"
Partendo da Vignacastrisi e percorrendo la Litoranea in direzione Otranto, si segue un itinerario suggestivo ed emozionante immergendosi e diventando un tutt’uno col paesaggio naturale ricco di alberi d’ulivo secolari, di macchia mediterranea e pinete che lasciano il passo a paesaggi brulli dove predomina la roccia a picco sul mare azzurro, dai fondali cristallini meta di numerose escursioni sub-acque. Lungo il percorso troviamo torri di avvistamento protese sul mare a guardia e a difesa dagli attacchi nemici che hanno nel corso dei secoli devastato le cittadine della costa adriatica.
Percorso
Prima di arrivare a Santa Cesarea Terme troviamo la località "Torre Porto Miggiano" che prende il nome dalla Torre di avvistamento ristrutturata negli ultimi anni. Essa risale al XVI secolo e si raggiunge facilmente lasciando la litoranea e deviando verso il mare. Ha un basamento troncoconico e un corpo quasi cilindrico con feritoie. A destra della stradina che conduce alla torre, troviamo un percorso sterrato che conduce a località il Pesco, splendida insenatura con acque trasparenti. Riprendendo la litoranea si giunge a Santa Cesarea in località Archi. La costa alta e rocciosa si smorza e si ammorbidisce dando la possibilità di immergersi in acque ricche di zolfo e creando della piscine naturali dallo scenario incantevole.
Torre Miggiano  - Santa Cesarea Terme -
Qui troviamo la statua che raffigura Santa Cesarea, una fanciulla che secondo la tradizione cristiana aveva una vocazione alla vita monastica e che il padre invece voleva sottomettere costringendola ad accondiscendere ai suoi desideri incestuosi. Si racconta che Cesarea scappò da suo padre e che questi la inseguì per ucciderla. Arrivati vicino al mare e non potendo più scappare Cesarea alzò gli occhi al cielo e pregò di essere ingoiata dalle rocce. Si apri sotto i suoi piedi una voragine ed entrambi caddero dentro.
Proseguendo ci si dirige verso il centro di Santa Cesarea Terme costellato da numerose ville che le danno un aspetto arabeggiante e fiabesco. Fra tutti un cenno particolare a Palazzo Sticchi.
Santa Cesarea - Loc. Archi -
Comunque Santa Cesarea Terme deve gran parte della sua notorietà per essere una località balneare rinomata per la presenza di acque termali sgorganti da quattro sorgenti all’ interno di quattro grotte che comunicano con il mare e che riversano in esso sostanze salutari: Gattulla , Sulfurea, Fetida, Solfatara. In un mito pagano si racconta che le acque sulfuree sono dovute alle decomposizione dei corpi dei giganti Leuterni uccisi da Eracle.
Le acque termali sono indicate nella cura delle infiammazioni dell’ apparato respiratorio ed uditivo, delle malattie della pelle, dell’ apparato urinario, delle malattie ginecologiche, per le cure estetiche ed antistress. Bagni, fanghi, aerosol, idromassaggi, irrigazioni ed altre cure termali grazie a queste acque salutari.
Uscendo da Santa Cesarea si prosegue per la litoranea che conduce a Porto Badisco. Suggestivo e fuggente l’inseguirsi di colori, sfumature, emozioni che pervadono chi lancia lo sguardo verso il cielo, il mare e la roccia che a strapiombo precipita giù dove il rude e incontaminato paesaggio richiama alla mente luoghi lontani.

Palazzo Sticchi - Santa Cesarea Terme -
Ed eccoci a Porto Badisco luogo dove approdò Enea e luogo in cui nel 1970 fu scoperto il più imponente e rappresentativo complesso pittorico del Neolitico in Europa: la Grotta dei Cervi.
In questa grotta abitata già in età preistorica ci sono rappresentati più di mille pittogrammi in guano o in ocra rossa raffiguranti scene di caccia, cervi, riti d’iniziazione, figure umane e animali, corpi celesti. La grotta è composta da tre gallerie collegate da corridoi e cunicoli. Purtroppo non è visitabile, in quanto esiste un particolare sistema microclimatico che se modificato si potrebbe rischiare la perdita di questi graffiti che per la quantità e per la qualità del colorante fanno di questa grotta forse l’unica al mondo. I canaloni e le cavità presenti nella baia di Badisco sono la testimonianza di antichi fiumi oggi scomparsi, anche se la sabbia è sempre umida compreso in estate per la presenza di sorgenti d’acqua dolce che si versano nel mare.
Ma Porto Badisco è famoso anche per un frutto di mare, il riccio che si consuma proprio nel posto aperto direttamente dai pescatori e il 25 luglio a Badisco c’è ogni anno la sagra del riccio. Il paesaggio e la magia della natura in primavera esplode percorrendo il tratto di strada che da Badisco conduce prima a Torre Sant’ Emiliano e poi a Capo d’ Otranto (Faro di Punta Palascia), Baia dell’ Orte, fino alla Torre del Serpe. Dopo un bagno nelle acque di Porto Badisco si prosegue la passeggiata in auto lungo la litoranea che conduce a Otranto.
Porto Badisco
E qui lo sguardo è catturato dalla magia della natura. Un delicato ecosistema con innumerevoli specie di piante presenti nella lista rossa internazionale, che è una classifica delle specie secondo il rischio di estinzione, pubblicata dall’ IUCN – Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Piante rare in pericolo di estinzione che deliziano la vista e parliamo di orchidee e di alcune specie rare di flora della macchia mediterranea. Proseguendo arriviamo a Torre Sant’ Emiliano, una delle 366 torri costruite nel XVI secolo a difesa di tutta Terra d’ Otranto. Si innalza su uno sperone alto a strapiombo sul mare e tutto intorno un panorama intervallato da campi coltivati, pascoli per mucche e pecore che attraversano tranquillamente la strada senza alcuna paura e da masserie che ospitano questi animali. E così ci si avvicina a Capo d’ Otranto, il punto più orientale d’ Italia, regno di alcuni rapaci come il falco, la poiana, il rondone e il falco pecchiaiolo. Qui possiamo vedere il Faro di Punta Palascia costruito nella seconda metà dell’ Ottocento. A Capodanno moltissime persone si danno appuntamento al Faro per vedere la prima alba del nuovo anno. Bellissima e dal fascino irresistibile soprattutto per chi ama lo scoglio è la Baia dell’ Orte e lungo il tragitto che conduce alla Torre del Serpe innumerevoli grotte da visitare immergendosi in fondali ricchi di spugne e di coralli dove i subacquei possono trovare un habitat naturale incantevole. La lunga passeggiata può finire alla Torre del Serpe. Si racconta che un serpente avvolto alla Torre ne bevesse l’ olio della lampada con l’ intento di spegnerla e di far naufragare così navi e marinai.
E’ consigliabile partire al mattino presto, fare il bagno o a Santa Cesarea Terme per chi ama lo scoglio o a Porto Badisco per chi ama la sabbia e nel pomeriggio continuare la passeggiata.
Questo è un itinerario naturalistico da fare in parte in auto, ma i tratti più lunghi si fanno a piedi. Sono indicate scarpe comode.
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Località Archi - Clicca per ingrandire -
Palazzo Sticchi - Clicca per ingrandire -
Mare loc. Archi - Clicca per ingrandire -
Località Archi
Palazzo Sticchi
Mare loc. Archi
Torre avvistamento lungo litoranea Castro Otranto - Clicca per ingrandire -
Località Pesco, Porto Miggiano - Clicca per ingrandire -
Torre Sant'Emiliano - Clicca per ingrandire -
Torre avvistamento lungo litoranea Castro Otranto
Località Pesco, Porto Miggiano
Torre Sant'Emiliano
 

 

 

 

 

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