Castro: i video di "TeleramaNews"
 
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Vignacastrisi
Vignacastrisi è un piccolo paese della provincia di Lecce, frazione di Ortelle. Collocata nel basso Salento, tra i centri di Castro, Ortelle e Diso, a circa 1 km dal mare, dista 35 Km dal capoluogo. La rispettiva parrocchia, intitolata a Maria S.S. Immacolata, appartiene alla Diocesi di Otranto.
 
Palazzo Guglielmo - Clicca per ingrandire -
 
Probabilmente il nome deriva dal fatto che sui terreni dove sorge il paese venissero in passato coltivate grandi estensioni di vigneti appartenenti alla contea di Castro. Vignacastrisi significherebbe quindi "Vigna di Castro". Si crede anche che fu fondata dai Bizantini, infatti sorge un castello con le mura, di tipo bizantino. La storia del paese è strettamente legata a quella di Castro. Anche nel periodo feudale infatti Vignacastrisi seguì le sorti del vicino casale. Gli ultimi proprietari prima dell'abolizione del regime feudale nel 1806 furono i baroni Rossi. Pur essendo territorialmente e storicamente contigua a Castro, Vignacastrisi nel XIX secolo diviene frazione del comune di Ortelle.
 
Canali Tana della Volpe - Clicca per ingrandire -
 
Vignacastrisi ha una economia principalmente agricola, il cui reddito si basa sulla produzione di olive, uva e cereali. Negli ultimi anni si è sviluppato anche il settore turistico grazie alle costruzioni di B&B e Agriturismi.
 
"Calvario" - Clicca per ingrandire -
 
Edifici Sportivi.
In questo paese c'è una zona polivalente, dove sono costruiti degli edifici sportivi: un campo di basket, campo da calcetto con erbetta sintetica (ancora da inaugurare), campo di bocce e un campo da calcio a 11. C'è anche una grande Palestra pubblica, con campo di pallavolo e campo da basket all'interno, utilizzata anche dagli alunni della vicina scuola elementare.
 
I "Canali" - Clicca per ingrandire -
 
Associazioni del paese
- Parabola a Sud
Organizza i "Giochi dei Rioni", manifestazione estiva in cui si sfidano i rioni cittadini: 'Cutizzi', 'Mare' e 'Ponte'.
L'associazione organizza inoltre il Presepe Vivente.
- Fratres
- Azione Cattolica
 
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Castro
« " (...) Il porto si curva in arco contro il mare d'oriente, due promontori schiumano sotto l'urto delle onde e il porto vi stà nascosto;
gli scogli come torri proiettano due braccia che sembrano muraglie;
il tempio è lassù in alto, ben lontano dal mare." »
(Dall'Eneide di Virgilio")
 
Castello Castro - Clicca per ingrandire -
 
Castro fu un centro messapico e divenne colonia romana nel 123 a.C. con il nome di Castrum Minervae (così come lo si ritrova nella tavola peutigeriana). Secondo la tradizione qui sarebbe infatti sorto un tempio dedicato a Minerva, i cui resti sono stati rinvenuti in seguito a dei lavori di restauro e di consolidamento del castello e delle mura.
 
Particolare Centro Storico di Castro - Clicca per ingrandire -
 
La località è stata identificata da alcuni studiosi e ricercatori dell'Università del Salento, fra cui il Professore Francesco D'Andria, come il primo luogo di sbarco di Enea in Italia, sbarco avvenuto secondo l'Eneide virgiliana nei pressi di un tempio di Minerva visibile dal mare. Il luogo dello sbarco è stato tuttavia identificato anche con Porto Badisco o Roca Vecchia.
 
Torrione Castello di Castro - Clicca per ingrandire -
 
Attualmente Castro è un comune di 2.530 e si estende per poco meno di 4 km, lungo la costa orientale della penisola salentina, a 11 km a sud di Otranto.
Il centro abitato principale, conosciuto anche come Castro Città per distinguerlo dalla frazione Castro Marina, è situato a 100 metri di altezza sul livello del mare, ma il suo punto più elevato, il cosiddetto Monte Mattia, supera i 130 metri.
 
Rosone e monofora Cattedarale di Castro - Clicca per ingrandire -
 
L'evento principale della cittadina di Castro è sicuramente la festa patronale in onore di Maria Santissima Annunziata, del 24-26 aprile: nella sera del 24 aprile si svolge una gara di fuochi pirotecnici a cui segue la "sagra del pesce a sarsa".
 
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1° Itinerario: "Vignacastrisi, Castro Marina e Castro Antica"
Vignacastrisi è un piccolissimo paese che deve il suo nome alla coltura della vigna predominante un tempo nelle campagne appartenenti alla Contea di Castro. Probabilmente nacque intorno al 1500 quando, in seguito all’invasione di Castro da parte dei Turchi, qualche abitante dovette cercare rifugiò nell’entroterra creando così un piccolo villaggio. La minaccia arrivò ad essere tale che nessuno era al sicuro dalle invasioni nemiche e persino le chiese divennero delle vere e proprie torri quali luogo di “culto fortificato”.
Percorso
La chiesa fortezza dell’Immacolata vera e propria Chiesa – Torre con le porte laterali difese da ampie caditoie e la facciata semplice arricchita da robuste lesene e da una raffinata finestra. Nel centro di Vignacastrisi troviamo anche case – torre e case a corte. Costruzione di un certo pregio sempre intorno alla piazza troviamo il Palazzo Guglielmo risalente alla fine dell’800, attualmente restaurato. Prendendo per la strada che conduce a Castro possiamo fermarci un attimo al Calvario: cupola con dipinti raffiguranti la passione di Cristo. Fuori dal paese troviamo la masseria S. Nicola ristrutturata nel 1700 e trasformata in villa dai baroni Bacile. All’interno del cortile vi è uno splendido pozzo.
Chiesa SS. Immacolata - Vignacastrisi
Attualmente una parte del territorio di Vignacastrisi rientra nel "Parco Costa Otranto" - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia per salvaguardare la costa orientale del Salento. Parco che protegge non solo pregiati beni architettonici, ma anche importanti specie animali e vegetali presenti nella lista rossa internazionale. Il tratto di parco nella zona di Vignacastrisi è chiamato "Canali" in quanto, durante i giorni di pioggia si formano dei canali d'acqua, che formano delle piccole cascate. E così dopo questa breve passeggiata a Vignacastrisi ci si può dirigere verso Castro Marina per un piacevolissimo bagno nelle acque profonde e limpide. Nel pomeriggio si può salire a Castro Vecchia e soffermarsi a visitare il centro storico.
Castello Normanno Angioino XII sec. - Castro
Castro è una città antichissima, le sue origini sono avvolte dal mistero e varie leggende attribuiscono la sua fondazione a tempi remoti. Vari ritrovamenti testimoniano la presenza dell’ uomo della pietra, dell’età del rame, del ferro e poi dei Pelasgi, degli Illirici e Levi, degli Japigi, dei Messapi e Salentini, dei Greci, dei Romani e Bizantini. Certo è che Castro cittadina ben fortificata fu sede di Diocesi e capoluogo di Contea. Ma il suo destino nell’arco dei secoli subì alti e bassi, infatti libera ed autonoma fu assoggettata dall’autorità di Roma. Sotto il dominio dei romani fu ricostruito il porto e Castro visse un momento di benessere e di civiltà che fini con la fine di Roma e l’ inizio delle invasioni dei barbari. Ci furono prima i Vandali, i Goti, i Longobardi nel 741 e i Bizantini, senza dimenticare le innumerevoli scorrerie dei Saraceni. Castro divenne cristiana nel IV secolo, nel V e VI secolo aumentarono le diocesi tanto che Castro fu eletta sede vescovile da Leone II nel 682. La sua Diocesi però passo in seguito sotto il patriarcato di Bisanzio. Sono di questa epoca i pochi resti della Chiesa bizantina situata sul lato sinistro della Cattedrale. Dopo l’anno mille Castro e tutta l’Italia meridionale passò sotto il dominio dei Normanni che nel 1171 fecero edificare l’attuale cattedrale e che condussero Castro ad un lungo periodo di splendore.
Cattedrale SS. Vergine Annunziata
La Diocesi comprendeva, in quel periodo, le parrocchie dei paesi vicini e per oltre sei secoli vide susseguirsi alla sua guida Vescovi di elevata dottrina. I Normanni incrementarono e favorirono lo studio delle lettere e delle arti e fortificarono, a scopo di difesa, la costa creando numerose Contee e Castro già importantissima divenne anche Contea con numerosi paesi alle sue dipendenze. E così la città sede del Vescovo e sede del Conte godette di secoli di ricchezza e di splendore con la costruzione del castello, di mura, di nuove torri e con il suo porto sempre attivissimo. Tutto ciò fino ad un terribile giorno che segnò ben presto la decadenza e il declino di Castro. Parliamo dell’ invasione dei Turchi del 1537 che saccheggiarono e distrussero la città. Nel 1573 i Turchi ritornarono e l’ennesima distruzione ne impedì la rinascita. La sede Vescovile fu spostata a Poggiardo e i Conti abbandonarono il castello. Nel 1806 Castro non fu più Contea e nel 1818 non fu più Diocesi. Attualmente per il mare e le sue meraviglie Castro è meta di numerosi turisti che ogni anno la visitano esplorando le sue grotte fra cui la Zinzulusa, grotta Romanelli e le Striare testimonianza dei primissimi insediamenti umani. A Castro si possono visitare luoghi ricchi di storia, percorrendo le stradine del centro storico si assapora una realtà ormai lontana da quei giorni terribili che l’ hanno vista soccombere. Possiamo ammirare il suo Castello, la Cattedrale dell’Annunziata, i resti della chiesa bizantina ad essa addossata, le stradine strette e le case a corte.
Porto di Castro Marina
Il Castello risale al XIII secolo, infatti viene descritto nei registri angioini del 1282 come uno dei castelli più importanti e maggiormente fortificati del regno, di grande rilevanza strategica per la difesa del territorio. Costruito nell’età normanno – angioina in seguito alla sua quasi distruzione ad opera dei Turchi fu ristrutturato e ampliato sotto gli aragonesi. Intorno al castello c’è un vecchio e stretto sentiero, attualmente restaurato, dal quale ammirare olivi secolari, muri a secco e scale in pietra per poi perdere lo sguardo nel panorama che si mostra davanti ai nostri occhi. La Cattedrale costruita in epoca normanna nel 1171 è dedicata alla Vergine Annunziata. La parte sinistra oltre ad includere i resti della piccola chiesa bizantina è arricchita da una bellissima monofora e più in alto da un rosone. In basso una lunga epigrafe latina. Un’altra epigrafe latina si trova sopra la porta d’ingresso. Dopo i danni subiti in seguito all’invasione dei Turchi si rifece la facciata, si sostituì il tetto antico, fu adornata da una bella porta laterale ricca di fregi e l’ altare antico sostituito da un altare barocco in contrasto con gli archi gotici. La torre campanaria sostituisce l’antica torre medievale. Entrando nella cattedrale ci troviamo davanti ad una lunga navata del cinquecento, mentre la parte del presbiterio sarebbe la parte medievale della cattedrale. L’altare maggiore, la tela della Pietà alla sua sinistra e alla sua destra i resti dell’ altare cinquecentesco dei Gattinara del 1591 circa. Lungo la navata troviamo l’altare del Rosario. Tele di particolare importanza recentemente restaurate sono quelle dell’ Immacolata, della Vergine e Santi, di San Giovannino. Nella cattedrale troviamo anche l’organo settecentesco e alcune statue di cartapesta. La Chiesa Bizantina si trova attaccata alla cattedrale sul lato sinistro esterno. E’ piccola e ne resta solo una parte, purtroppo il resto è decaduto. Era a croce greca. Le colonne rimaste in piedi sorreggono il tetto con la volta a botte e due piccoli archi laterali. Fuori Castro prendendo la strada per Vignacastrisi – Maglie si può visitare il Parco delle Querce, caratterizzato dalla presenza di flora e fauna tipiche e spontanee della Terra d’ Otranto. E’ presente una specie di orchidea a rischio di estinzione ed abitato da animaletti tipici della macchia mediterranea.
 

 

 

 

 

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