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ITINERARIO
"Vignacastrisi, Castro Marina e Castro
Vecchia" |
Vignacastrisi
è un piccolissimo paese che deve
il suo nome alla coltura della vigna
predominante un tempo nelle campagne
appartenenti alla Contea di Castro.
Probabilmente nacque intorno al 1500
quando, in seguito all’invasione
di Castro da parte dei Turchi, qualche
abitante dovette cercare rifugiò
nell’entroterra creando così
un piccolo villaggio. La minaccia arrivò
ad essere tale che nessuno era al sicuro
dalle invasioni nemiche e persino le
chiese divennero delle vere e proprie
torri quali luogo di “culto fortificato”.
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La
chiesa fortezza dell’Immacolata
vera e propria Chiesa – Torre
con le porte laterali difese da ampie
caditoie e la facciata semplice arricchita
da robuste lesene e da una raffinata
finestra. Nel centro di Vignacastrisi
troviamo anche case – torre e
case a corte. Costruzione di un certo
pregio sempre intorno alla piazza troviamo
il Palazzo Guglielmo risalente alla
fine dell’800, attualmente restaurato.
Prendendo per la strada che conduce
a Castro possiamo fermarci un attimo
al Calvario: cupola con dipinti raffiguranti
la passione di Cristo. Fuori dal paese
troviamo la masseria S. Nicola ristrutturata
nel 1700 e trasformata in villa dai
baroni Bacile. All’interno del
cortile vi è uno splendido pozzo. |
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Attualmente
una parte del territorio di Vignacastrisi
rientra nel "Parco Costa Otranto"
- Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase,
istituito dalla Regione Puglia per salvaguardare
la costa orientale del Salento. Parco
che protegge non solo pregiati beni
architettonici, ma anche importanti
specie animali e vegetali presenti nella
lista rossa internazionale. Il tratto
di parco nella zona di Vignacastrisi
è chiamato "Canali" in quanto,
durante i giorni di pioggia si formano
dei canali d'acqua, che formano delle
piccole cascate. E così dopo questa
breve passeggiata a Vignacastrisi ci
si può dirigere verso Castro Marina
per un piacevolissimo bagno nelle acque
profonde e limpide. Nel pomeriggio si
può salire a Castro Vecchia e soffermarsi
a visitare il centro storico. |
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Castro
è una città antichissima, le sue origini
sono avvolte dal mistero e varie leggende
attribuiscono la sua fondazione a tempi
remoti. Vari ritrovamenti testimoniano
la presenza dell’ uomo della pietra,
dell’età del rame, del ferro e poi dei
Pelasgi, degli Illirici e Levi, degli
Japigi, dei Messapi e Salentini, dei
Greci, dei Romani e Bizantini. Certo
è che Castro cittadina ben fortificata
fu sede di Diocesi e capoluogo di Contea.
Ma il suo destino nell’arco dei secoli
subì alti e bassi, infatti libera ed
autonoma fu assoggettata dall’autorità
di Roma. Sotto il dominio dei romani
fu ricostruito il porto e Castro visse
un momento di benessere e di civiltà
che fini con la fine di Roma e l’ inizio
delle invasioni dei barbari. Ci furono
prima i Vandali, i Goti, i Longobardi
nel 741 e i Bizantini, senza dimenticare
le innumerevoli scorrerie dei Saraceni.
Castro divenne cristiana nel IV secolo,
nel V e VI secolo aumentarono le diocesi
tanto che Castro fu eletta sede vescovile
da Leone II nel 682. La sua Diocesi
però passo in seguito sotto il patriarcato
di Bisanzio. Sono di questa epoca i
pochi resti della Chiesa bizantina situata
sul lato sinistro della Cattedrale.
Dopo l’anno mille Castro e tutta l’Italia
meridionale passò sotto il dominio
dei Normanni che nel 1171 fecero edificare
l’attuale cattedrale e che condussero
Castro ad un lungo periodo di splendore. |
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La
Diocesi comprendeva, in quel periodo,
le parrocchie dei paesi vicini e per
oltre sei secoli vide susseguirsi alla
sua guida Vescovi di elevata dottrina.
I Normanni incrementarono e favorirono
lo studio delle lettere e delle arti
e fortificarono, a scopo di difesa,
la costa creando numerose Contee e Castro
già importantissima divenne anche Contea
con numerosi paesi alle sue dipendenze.
E così la città sede del Vescovo e sede
del Conte godette di secoli di ricchezza
e di splendore con la costruzione del
castello, di mura, di nuove torri e
con il suo porto sempre attivissimo.
Tutto ciò fino ad un terribile giorno
che segnò ben presto la decadenza e
il declino di Castro. Parliamo dell’
invasione dei Turchi del 1537 che saccheggiarono
e distrussero la città. Nel 1573 i Turchi
ritornarono e l’ennesima distruzione
ne impedì la rinascita. La sede Vescovile
fu spostata a Poggiardo e i Conti abbandonarono
il castello. Nel 1806 Castro non fu
più Contea e nel 1818 non fu più Diocesi.
Attualmente per il mare e le sue meraviglie
Castro è meta di numerosi turisti che
ogni anno la visitano esplorando le
sue grotte fra cui la Zinzulusa, grotta
Romanelli e le Striare testimonianza
dei primissimi insediamenti umani. A
Castro si possono visitare luoghi ricchi
di storia, percorrendo le stradine del
centro storico si assapora una realtà
ormai lontana da quei giorni terribili
che l’ hanno vista soccombere. Possiamo
ammirare il suo Castello, la Cattedrale
dell’Annunziata, i resti della chiesa
bizantina ad essa addossata, le stradine
strette e le case a corte. |
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Il
Castello risale al XIII secolo, infatti
viene descritto nei registri angioini
del 1282 come uno dei castelli più importanti
e maggiormente fortificati del regno,
di grande rilevanza strategica per la
difesa del territorio. Costruito nell’età
normanno – angioina in seguito alla
sua quasi distruzione ad opera dei Turchi
fu ristrutturato e ampliato sotto gli
aragonesi. Intorno al castello c’è un
vecchio e stretto sentiero, attualmente
restaurato, dal quale ammirare olivi
secolari, muri a secco e scale in pietra
per poi perdere lo sguardo nel panorama
che si mostra davanti ai nostri occhi.
La Cattedrale costruita in epoca normanna
nel 1171 è dedicata alla Vergine Annunziata.
La parte sinistra oltre ad includere
i resti della piccola chiesa bizantina
è arricchita da una bellissima monofora
e più in alto da un rosone. In basso
una lunga epigrafe latina. Un’altra
epigrafe latina si trova sopra la porta
d’ingresso. Dopo i danni subiti in seguito
all’invasione dei Turchi si rifece la
facciata, si sostituì il tetto antico,
fu adornata da una bella porta laterale
ricca di fregi e l’ altare antico sostituito
da un altare barocco in contrasto con
gli archi gotici. La torre campanaria
sostituisce l’antica torre medievale.
Entrando nella cattedrale ci troviamo
davanti ad una lunga navata del cinquecento,
mentre la parte del presbiterio sarebbe
la parte medievale della cattedrale.
L’altare maggiore, la tela della Pietà
alla sua sinistra e alla sua destra
i resti dell’ altare cinquecentesco
dei Gattinara del 1591 circa. Lungo
la navata troviamo l’altare del Rosario.
Tele di particolare importanza recentemente
restaurate sono quelle dell’ Immacolata,
della Vergine e Santi, di San Giovannino.
Nella cattedrale troviamo anche l’organo
settecentesco e alcune statue di cartapesta.
La Chiesa Bizantina si trova attaccata
alla cattedrale sul lato sinistro esterno.
E’ piccola e ne resta solo una parte,
purtroppo il resto è decaduto. Era a
croce greca. Le colonne rimaste in piedi
sorreggono il tetto con la volta a botte
e due piccoli archi laterali. Fuori
Castro prendendo la strada per Vignacastrisi
– Maglie si può visitare il Parco delle
Querce, caratterizzato dalla presenza
di flora e fauna tipiche e spontanee
della Terra d’ Otranto. E’ presente
una specie di orchidea a rischio di
estinzione ed abitato da animaletti
tipici della macchia mediterranea. |
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ITINERARIO
"Vignacastrisi, Castro Marina e Castro
Vecchia" |
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"Vignacastrisi" |
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Vignacastrisi è un piccolo paese della provincia
di Lecce, frazione di Ortelle. Collocata nel
basso Salento, tra i centri di Castro, Ortelle
e Diso, a circa 1 km dal mare, dista 35 Km dal
capoluogo. La rispettiva parrocchia, intitolata
a Maria S.S. Immacolata, appartiene alla Diocesi
di Otranto. |
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Probabilmente
il nome deriva dal fatto che sui terreni dove
sorge il paese venissero in passato coltivate
grandi estensioni di vigneti appartenenti alla
contea di Castro. Vignacastrisi significherebbe
quindi "Vigna di Castro". Si crede anche che
fu fondata dai Bizantini, infatti sorge un castello
con le mura, di tipo bizantino. La storia del
paese è strettamente legata a quella di Castro.
Anche nel periodo feudale infatti Vignacastrisi
seguì le sorti del vicino casale. Gli ultimi
proprietari prima dell'abolizione del regime
feudale nel 1806 furono i baroni Rossi. Pur
essendo territorialmente e storicamente contigua
a Castro, Vignacastrisi nel XIX secolo diviene
frazione del comune di Ortelle. |
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Vignacastrisi
ha una economia principalmente agricola, il
cui reddito si basa sulla produzione di olive,
uva e cereali. Negli ultimi anni si è sviluppato
anche il settore turistico grazie alle costruzioni
di B&B e Agriturismi. |
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Edifici Sportivi.
In questo paese c'è una zona polivalente, dove
sono costruiti degli edifici sportivi: un campo
di basket, campo da calcetto con erbetta sintetica
(ancora da inaugurare), campo di bocce e un
campo da calcio a 11. C'è anche una grande Palestra
pubblica, con campo di pallavolo e campo da
basket all'interno, utilizzata anche dagli alunni
della vicina scuola elementare. |
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Associazioni
del paese
- Parabola a Sud
Organizza i "Giochi dei Rioni", manifestazione
estiva in cui si sfidano i rioni cittadini:
'Cutizzi', 'Mare' e 'Ponte'.
L'associazione organizza inoltre il Presepe
Vivente.
- Fratres
- Azione Cattolica |
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"Castro" |
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« " (...) Il porto si curva in arco
contro il mare d'oriente,
due promontori schiumano sotto l'urto delle
onde e il porto vi stà nascosto;
gli scogli come torri proiettano due braccia
che sembrano muraglie;
il tempio è lassù in alto, ben
lontano dal mare." »
(Dall'Eneide di Virgilio") |
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Castro fu un centro messapico e divenne colonia
romana nel 123 a.C. con il nome di Castrum Minervae
(così come lo si ritrova nella tavola
peutigeriana). Secondo la tradizione qui sarebbe
infatti sorto un tempio dedicato a Minerva,
i cui resti sono stati rinvenuti in seguito
a dei lavori di restauro e di consolidamento
del castello e delle mura. |
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La
località è stata identificata
da alcuni studiosi e ricercatori dell'Università
del Salento, fra cui il Professore Francesco
D'Andria, come il primo luogo di sbarco di Enea
in Italia, sbarco avvenuto secondo l'Eneide
virgiliana nei pressi di un tempio di Minerva
visibile dal mare. Il luogo dello sbarco è
stato tuttavia identificato anche con Porto
Badisco o Roca Vecchia. |
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Attualmente
Castro è un comune di 2.530 e si estende
per poco meno di 4 km, lungo la costa orientale
della penisola salentina, a 11 km a sud di Otranto.
Il centro abitato principale, conosciuto anche
come Castro Città per distinguerlo dalla
frazione Castro Marina, è situato a 100
metri di altezza sul livello del mare, ma il
suo punto più elevato, il cosiddetto
Monte Mattia, supera i 130 metri. |
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L'evento
principale della cittadina di Castro è
sicuramente la festa patronale in onore di Maria
Santissima Annunziata, del 24-26 aprile: nella
sera del 24 aprile si svolge una gara di fuochi
pirotecnici a cui segue la "sagra del pesce
a sarsa". |
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