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ITINERARIO
"Da Castro Marina a Gallipoli" |
Partendo
da Vignacastrisi si percorre la strada
statale A 16 Maglie – Lecce per
poi proseguire sulla Maglie - Collepasso
- Alezio - Gallipoli. E così
percorrendo circa 40 Km si giunge a
Gallipoli, - Kalè Polis –
la città bella così come
veniva chiamata dagli antichi Greci.
Bagnata dal Mar Ionio, sorge sulla costa
occidentale della penisola salentina.
Esiste l’idea fantasiosa non provata
che Gallipoli sia stata fondata da Lizio
Idomeneo. E’ invece certo che
Gallipoli richiamò l’attenzione
dei Greci che la colonizzarono e diedero
vita alla fioritura dell’arte
e della cultura greca. Per un lungo
periodo e per tutto l’Alto Medio
Evo avere delle notizie è raro
e tutto è incerto, senza testimonianze
scritte. Sul finire del secolo VI Gallipoli
era una città latina, non cadde
mai nelle mani dei Longobardi, subì
vari saccheggi fra cui quello dei Vandali
e Basilio I nell’880 la ricostruì. |
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Fu
dominata da Bisanzio, dai Normanni e
dagli Svevi. Dal 1269, con l’occupazione
di Carlo D’Angiò, Gallipoli
affrontò un periodo di decadenza
e di esodo, per poi ripopolarsi e rifiorire
con gli Aragona. Per la sua posizione
strategica nel 1484 subì un ennesimo
assedio questa volta da parte dei veneziani.
Dal Cinquecento e per tutto il Settecento
Gallipoli fu sotto la dominazione degli
spagnoli e attraversò un periodo
di splendore e prosperità economica.
La città perfezionò l’assetto
di fortezza marittima e con il porto
si moltiplicarono i commerci. Ma nell’ottocento
avvenne il declino che condusse anche
alla rovina del porto e dei commerci
ad esso legati. Oggi Gallipoli è
una fiorente località turistica
e balneare ed è divisa in due
zone ben distinte: il borgo vecchio
e la città nuova. Il centro storico
con il castello, le chiese e i palazzi
nobiliari del 1600 si estende su di
un’ isola collegata alla terra
ferma da un ponte. |
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E
così possiamo iniziare la passeggiata
per il centro storico dirigendoci verso
la Fontana Ellenistica per poi visitare
la Chiesa di Santa Maria del Canneto,
il Castello, la Cattedrale di Sant’
Agata, altre piccola chiese del cinquecento
fra cui la chiesa di San Francesco,
la chiesa della Purità, la chiesa
del Santissimo Crocifisso e del Rosario.
Di grande interesse e peculiarità
del borgo vecchio di Gallipoli sono
i frantoi ipogei. La Fontana Ellenistica
è il monumento più famoso
di Gallipoli ritenuta la più
antica d’ Italia. Alcuni ritengono
che risalga all’ età ellenistica,
anche se altri la datano al secolo XVI.
La Fontana ha due prospetti e racconta
di tre episodi distinti riguardanti
Salmace, Biblis e Dirce. |
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Al
centro troviamo il mito di Salmace che
nuda cerca di attrarre Ermafrodito,
mentre Venere ha in mano il capo del
laccio che stringe la coppia e guarda
Amore che scoccando la freccia sui corpi
di Salmace ed Ermafrodito esaudisce
il desiderio di Salmace che voleva trasformare
il suo corpo e quello dell’ amato
in un unico corpo. A destra troviamo
la favola di Biblis che innamoratasi
del fratello Cauno tenta di trattenerlo
per un lembo del mantello. Gli dei per
pietà trasformarono la sua passione
nelle acque di una fonte. A sinistra
viene illustrata la favola di Dirce.
Dirce è straziata da tori per
ordine dei figli della nipote Antiope.
Supplichevole si rivolge al dio Bacco
che è ritratto mentre trasforma
Dirce in fonte. |
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La
Chiesa Parrocchiale di Santa Maria del
Canneto risale al seicento ed è
composta in tre navate di cui quella
centrale ha un soffitto a lacunari ottagonali
intagliati e dorati nel quale possiamo
ammirare il dipinto raffigurante la
Vergine Maria. All’interno troviamo
la statua di San Nicola, il ligneo gruppo
della Visitazione della Vergine realizzato
a Napoli nel 1764 e la tela dei Santissimi
Nicola e Vito realizzata nel 1765.
Il Castello fu costruito nel sec. XIII
– XIV dagli Angioini. Dopo che
nel 1484 i Veneziani avevano assediato
la città, gli aragonesi, come
ad Otranto e a Taranto, avevano potenziato
le strutture di difesa e venne ristrutturato
in età vicereale spagnola diventando
una fortezza d’ importanza strategica
per la difesa costiera del regno.
Il castello ha una pianta poligonale
fortificato agli angoli da torri cilindriche
con il puntone.
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La
Cattedrale di Sant’Agata ricostruita
nel 1629 è il monumento che testimonia
e rappresenta l’architettura barocca
a Gallipoli. Sul portale centrale troviamo
la statua di Sant’Agata, mentre
ai lati San Fausto e San Sebastiano.
Il secondo ordine è adornato
da due nicchie ai lati del finestrone
con le statue di Santa Marina e Santa
Teresa d’Avilla. Ai lati ci sono
i busti dei Santi Agostino e Giovanni
Crisostomo. L’interno è
suddiviso in tre navate con colonne
in oro. Innumerevoli tele di artisti
locali quali Domenico Catalano, Andrea
Coppola testimoniano lo splendore della
pittura barocca.
Gallipoli, sempre nel borgo antico,
è ricca di numerose chiesette,
palazzi barocchi cinquecenteschi e settecenteschi
che ne impreziosiscono ogni angolo,
segno di un fermento che nei secoli
è stato presente e costante. |
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Lungo
la nostra passeggiata sicuramente avremo
modo di imbatterci in un’ altra
peculiarità del borgo con la
tipica presenza di frantoi ipogei. Il
cinquecentesco Palazzo D’Acugna
accoglie nei suoi sotterranei uno di
questi frantoi che può essere
visitato e che dà l’ idea
precisa di quello che era nel 1700 un
frantoio scavato nella roccia. Non è
l’unico frantoio ipogeo, ve ne
sono altri e tutti dotati di vasca di
macinazione e di altri antichi mezzi
utilizzati per la macinatura e lavorazione
delle olive. E così dopo un’
intera mattinata trascorsa a passeggiare
ed ad assaporare cultura e arte ci si
può dirigere a sud di Gallipoli
ed arrivare a Baia Verde, una splendida
insenatura sabbiosa dalle acque basse
e cristalline ed immergersi per un lungo
e rinfrescante bagno. |
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